Iscrizione Ordine Medici e Chirurghi di Venezia · N. 6313
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Dalla parte del paziente

Risposte chiare, parole semplici

Le risposte alle domande più frequenti dei pazienti e un dizionario per orientarsi tra termini medici ed esami, senza tecnicismi inutili.

Domande frequenti

Quello che i pazienti chiedono più spesso

Diciassette domande e altrettante risposte, raccolte in anni di ambulatorio. Per ogni dubbio specifico resta valido un solo consiglio: parlarne con lo specialista.

La maggior parte dei pazienti sono uomini, in quanto per lo più si rivolgono all'urologo per problemi prostatici o della sfera sessuale, ma un 15% è rappresentato da donne che possono lamentare disturbi all'apparato urinario.

Si esegue la raccolta dei dati personali e poi la visita urologica cambia a seconda del sesso del paziente e della sintomatologia riferita. Se il paziente lamenta difficoltà nella minzione (urinare) generalmente si pensa a un problema di occlusione prostatica e/o eventualmente a un malfunzionamento del meccanismo di svuotamento vescicale. Nel primo caso si esegue l'esplorazione rettale, indispensabile per valutare le dimensioni ma anche il profilo della prostata; viene eseguita dall'urologo mediante l'introduzione del dito indice nel retto del paziente per qualche secondo: una manovra non dolorosa ma inevitabile per la diagnosi. Se il problema è riferibile ad altri distretti sarà necessario approfondire con esami di secondo livello. Le donne vengono visitate a livello genitale nel caso riferiscano incontinenza urinaria, per eseguire l'esplorazione del piano perineale e valutare il grado dell'incontinenza riferita; anche in questo caso saranno necessari ulteriori esami per definire meglio il quadro clinico. L'esame obiettivo dell'addome e dei genitali non dovrebbe mai mancare durante una visita urologica.

In genere no, soprattutto se è in fase precoce, in quanto si sviluppa nell'85% dei casi nella porzione periferica della ghiandola prostatica che, non essendo in contatto con l'uretra, non manifesta i disturbi urinari tipici dell'ingrossamento benigno della porzione centrale che avviene con l'aumentare dell'età.

Sono tre i parametri che vengono valutati: esplorazione rettale, PSA ed ecografia prostatica transrettale. L'indicazione alla biopsia della prostata può essere data anche solo quando il sospetto di neoplasia è legato a un'alterazione di uno solo dei tre parametri valutati.

Si tratta di un'ecografia effettuata con una metodica che consente di visualizzare la prostata attraverso l'introduzione, per pochi secondi, di una mini-sonda ecografica nel retto.

L'esame istologico consiste nell'analisi al microscopio del tessuto dell'organo interessato e permette di confermare il sospetto diagnostico per la presenza o meno di affezioni maligne.

È fondamentale dopo l'intervento chirurgico inviare la porzione o l'intero organo asportato per la refertazione anatomo-patologica, in quanto quest'ultima permette di capire se l'estensione della malattia è all'interno dei margini chirurgici o all'esterno e quindi impostare la successiva strategia terapeutica.

È ben tollerata se viene praticata un'adeguata anestesia locale.

No, perché la prima non è sufficientemente precisa.

Gli interventi chirurgici eseguiti sulla prostata sono o quelli per ridurre i disturbi urinari causati dall'ingrossamento benigno (resezione endoscopica transuretrale e prostatectomia semplice) o quelli necessari per asportare la neoplasia prostatica (prostatectomia radicale "a cielo aperto" o laparoscopica, senza grandi incisioni cutanee sull'addome).

Sì, in quanto parte dello sperma va in vescica per l'ampliamento del collo dell'uretra; inoltre, riducendo il volume prostatico, cala il liquido seminale.

In una percentuale di casi è possibile che, a seguito dell'intervento chirurgico effettuato per rimuovere la prostata affetta da tumore, si verifichino impotenza e incontinenza urinaria, anche se il miglioramento delle tecniche chirurgiche e un'adeguata riabilitazione post-operatoria permettono una buona ripresa dell'attività sessuale e della continenza urinaria.

Oggi sono notevolmente ridotti i casi di totale impotenza e incontinenza urinaria; se presenti, si risolvono con un'adeguata riabilitazione, che va richiesta all'urologo di riferimento dopo l'intervento chirurgico. Il periodo di recupero previsto può essere tra i 3 e i 12 mesi.

Sì. Altri approcci possono essere utilizzati sia da soli che associati al trattamento chirurgico, come la terapia medica (ormonoterapia o chemioterapia), radiante (trattamento radioterapico esterno e brachiterapia) o altri come la crioterapia o il trattamento ad ultrasuoni. È importante ricordare che tutte le opzioni vanno discusse con lo specialista.

Generalmente il bruciore urinario si risolve spontaneamente in pochi giorni se la sintomatologia è lieve, ma se il fastidio persiste è consigliabile rivolgersi all'urologo.

La cistoscopia è un esame diagnostico che serve all'urologo per valutare visivamente l'interno della vescica. Si utilizzano strumenti con cannule di pochi millimetri di diametro, rigide o flessibili, che passando attraverso l'uretra permettono di visualizzare la vescica e da qui eseguire anche trattamenti di chirurgia endoscopica. La cistoscopia è ben tollerata soprattutto se si utilizzano cannule flessibili di ultima generazione, che però sono molto costose e delicate e quindi non in dotazione a tutti gli urologi.

No, anzi una sana e regolare attività sessuale aiuta a migliorare i disturbi urinari.

Dizionario medico

Comprendere i termini medici

Dall'alfa-litico al dosaggio del PSA: i termini dell'urologia e dell'oncologia urologica e le principali indagini strumentali e di laboratorio, spiegati in modo semplice.

Alfa-litico

Farmaco che agisce a livello delle fibre muscolari del collo vescicale provocando un rilassamento e un più facile svuotamento vescicale.

Anti-androgeno periferico

Farmaco che blocca l'azione del testosterone a livello di alcuni organi periferici come la prostata.

Biopsia

La rimozione di un piccolo frammento del corpo a fini diagnostici.

Eiaculazione

L'emissione rapida di sperma solitamente associata all'orgasmo.

Esplorazione rettale

Una procedura comune per la diagnosi dei tumori della prostata; si tratta di una visita particolare con la quale il medico inserisce nel retto del paziente un dito guantato e lubrificato, in modo da percepire la forma e le dimensioni della prostata attraverso la parete del retto.

Flogosi

Processo infiammatorio.

Fosfatasi acida prostatica

Sostanza dosabile nel sangue che aumenta in molti casi quando il tumore si è diffuso fuori dalla ghiandola.

Ghiandole surrenali

Situate sopra i reni, producono una piccola parte dell'ormone maschile, il testosterone.

Impotenza

L'impossibilità di ottenere la penetrazione nel rapporto sessuale, solitamente per difficoltà di erezione.

Incontinenza

Perdita incontrollata di urina.

Infiammazione

Reazione dell'organismo a uno stimolo lesivo interno od esterno, con lo scopo di distruggerlo o di inattivarlo e di riparare le lesioni tessutali prodotte da tali stimoli.

Ipertrofia

Aumento di volume di un tessuto o di un organo.

Linfoadenectomia

Rimozione dei linfonodi vicini alla prostata al fine di esaminare l'eventuale presenza di cellule tumorali.

Linfonodi

Piccole strutture a forma di fagiolo che si trovano lungo i vasi del sistema linfatico. I linfonodi producono globuli bianchi e filtrano i batteri o le cellule carcinomatose che circolano nel sistema linfatico.

Liquido seminale

Liquido biancastro e denso contenente, oltre agli spermatozoi, anche il secreto della prostata; sinonimo di sperma.

Metastasi

La diffusione di cellule carcinomatose in altre parti dell'organismo.

Minzione

Naturale eliminazione dell'urina da parte della vescica.

Neoplasia

Insieme di cellule che crescono in modo abnorme. Sinonimo di tumore.

Oncologo

Medico specialista nella cura dei tumori.

Orchiectomia

Rimozione chirurgica dei testicoli.

Perineo

Regione anatomica posta tra la radice dello scroto e l'ano.

Prostata

La prostata è un organo fibromuscolare e ghiandolare di cui solo gli uomini sono dotati, delle dimensioni di una castagna, che si trova al di sotto della vescica e circonda l'uretra.

Prostatectomia radicale

Rimozione chirurgica della prostata, delle vescicole seminali e dei linfonodi vicini.

PSA

Sostanza prodotta esclusivamente dal tessuto prostatico.

PSA Test

Esame del sangue con il quale si dosano i livelli del PSA; se tali livelli sono elevati bisogna sospettare la presenza di un cancro.

Retto

La parte terminale dell'intestino che sbocca nell'ano.

Ritenzione acuta d'urina

Incapacità improvvisa della vescica di svuotarsi, con blocco totale della minzione.

Sperma

Liquido biancastro e denso contenente, oltre agli spermatozoi, anche il secreto della prostata.

Stadiazione

Insieme degli esami che si eseguono per conoscere lo stadio di un cancro.

Stadio

Termine usato per definire l'estensione del cancro.

Tessuto

Gruppo di cellule organizzate in modo da eseguire uno specifico compito.

Testosterone

Ormone maschile prodotto dai testicoli e in piccola parte dalle ghiandole surrenali. Il testosterone stimola l'attività sessuale maschile e la crescita degli organi sessuali, compresa la prostata.

Tumore

Insieme di cellule che crescono in modo abnorme.

Tumore benigno

Un tumore a crescita limitata, non canceroso.

Tumore maligno

Un tumore di tipo canceroso, che tende a svilupparsi e diffondersi senza controllo.

Uretra

Canale che porta l'urina dalla vescica all'esterno durante la minzione.

Urologo

Medico specialista nella diagnosi e cura delle malattie dell'apparato urinario e dell'apparato genitale maschile.

Vescica

Organo di forma sferica posto nell'addome inferiore. Grazie alle sue pareti elastico-muscolari ha la capacità di trattenere le urine e di espellerle a comando contraendosi.

Biopsia della prostata

Esame per la diagnosi del tumore della prostata. Viene eseguita in anestesia locale, con controllo ecografico per via transrettale. Permette di ottenere campioni del tessuto della prostata che dovranno essere analizzati da un patologo, che escluderà o confermerà la presenza di un tumore nel campione prelevato. Anche se non è esente da rischi (perdite di sangue rettali, nelle urine, febbre), è un esame che viene tollerato con poche complicazioni.

Cistoscopia

La cistoscopia, o visualizzazione diretta della vescica attraverso un'endoscopia dell'uretra (il condotto che unisce la vescica con l'esterno), è un'esplorazione molto utile in urologia. Viene ben tollerata sotto anestesia locale (somministrata con un gel nell'uretra) e permette di diagnosticare malattie dell'uretra e della vescica, oltre alla possibilità, se necessario, di realizzare una biopsia per uno studio patologico. La presenza di sangue nelle urine (ematuria), certi sintomi del tratto urinario inferiore e ripetute infezioni urinarie nella donna sono le principali indicazioni per la sua esecuzione. Viene realizzata ambulatorialmente e senza ricovero.

Ecografia-Doppler testicolare

Esame di routine nella visita urologica che permette di valutare attraverso ultrasuoni la morfologia testicolare e le strutture vicine. È un esame indolore e senza alcun pericolo per il paziente, che fornisce dati fondamentali per la diagnosi clinica.

Ecografia addominale

Esame rapido e molto utile nella visita urologica, che non provoca nessun fastidio né rischi per il paziente. Permette di valutare organi come reni, vescica o prostata, completando la diagnosi di problemi frequenti come calcoli ai reni, cisti renali, tumori della vescica e iperplasia prostatica benigna.

Dosaggio del PSA

Negli ultimi 20 anni, la determinazione del PSA nel sangue ha provocato una vera rivoluzione nella diagnosi e nel trattamento del tumore della prostata. Il PSA è un marcatore tumorale i cui livelli si misurano attraverso un esame del sangue. Esistono comunque molte altre cause che spiegano il suo aumento, come l'infezione della prostata, una crescita benigna prostatica o rapporti sessuali nei giorni precedenti l'esame. A partire da certi valori di PSA, in relazione all'età del paziente, può essere necessario realizzare una biopsia per escludere il tumore prostatico.

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