La HoLEP (Holmium Laser Enucleation of the Prostate) è un trattamento endoscopico mini-invasivo per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna e dei sintomi correlati. Riproduce in modo non traumatico il principio fondamentale della chirurgia tradizionale a cielo aperto, l’enucleazione dell’adenoma dalla capsula prostatica, senza alcun taglio.
Perché scegliere la HoLEP
Recenti studi dimostrano i vantaggi del laser a olmio rispetto alle tecniche tradizionali (adenomectomia a cielo aperto e TURP):
- permette di trattare nello stesso intervento gli eventuali calcoli vescicali presenti;
- riduce il sanguinamento grazie al potere coagulativo del laser, con diminuzione delle trasfusioni;
- consente di operare adenomi prostatici di dimensioni considerevoli, senza tagli;
- riduce i tempi di cateterizzazione a 1-2 giorni;
- riduce le complicanze intra e perioperatorie;
- riduce i tempi di degenza a 1-2 giorni.
Attualmente la HoLEP è l’unico intervento raccomandato e validato da tutte le società urologiche mondiali per il trattamento di adenomi prostatici uguali o superiori a 80 grammi.
Le caratteristiche della tecnica
Il laser a olmio è dotato di grande potenza ma di scarsa penetrazione nei tessuti: per questo è molto efficace e, al tempo stesso, molto sicuro. Il principio enucleativo, unito alla frantumazione dei frammenti in vescica, consente di trattare adenomi di dimensioni considerevoli, superando i limiti delle altre tecniche endoscopiche.
La tecnica chirurgica
Previa anestesia spinale, oppure generale o loco-regionale, a giudizio dell’anestesista, l’adenoma prostatico viene asportato tramite uno strumento endoscopico inserito per via uretrale, con l’impiego del laser a olmio. Lo scopo è rimuovere l’ostruzione allo svuotamento vescicale causata dall’aumento di volume della prostata: si rimuove la porzione interna della ghiandola (l’adenoma), lasciando in sede la capsula prostatica esterna.
Fase 1, Enucleazione endoscopica dell’adenoma
L’adenoma viene enucleato scorrendo sul piano poco vascolarizzato tra la capsula prostatica (esterna) e l’adenoma stesso (interno). La parte prostatica dell’uretra viene asportata insieme all’adenoma e verrà successivamente rivestita di nuovo dalle cellule uroteliali.
Fase 2, Morcellazione intravescicale e asportazione
I frammenti adenomatosi enucleati vengono sospinti in vescica, finemente frammentati e aspirati con il morcellatore. I frustoli, i frammenti di tessuto, vengono raccolti e inviati per l’esame istologico definitivo. L’intervento si conclude con il posizionamento di un catetere vescicale, che rimane in sede 24 ore.
La durata dell’intervento varia in base all’esperienza dell’operatore e al volume dell’adenoma. Il tempo medio di degenza è di 24 ore.
Il decorso post-operatorio
Al termine dell’intervento il catetere vescicale viene collegato a un sistema di lavaggio vescicale, rimosso dopo circa dodici ore; il catetere viene tolto dopo uno o due giorni, in base alla grandezza della prostata. La dimissione avviene dopo la rimozione del catetere, con tutte le indicazioni per il decorso post-operatorio.
Le possibili complicanze
Sono possibili disturbi urinari temporanei: tracce di sangue nelle urine, aumento della frequenza minzionale, bruciori urinari, minime perdite di urina da urgenza. Rari i casi di ritenzione urinaria. Questi disturbi durano da pochi giorni fino a due-tre mesi.
Come per le altre procedure analoghe, l’intervento comporta la perdita dell’eiaculazione (l’emissione esterna del liquido seminale), ma non delle erezioni.
