Il PSA (Prostate Specific Antigen, antigene prostatico specifico) è una glicoproteina enzimatica prodotta pressoché esclusivamente dalla ghiandola prostatica. La sua funzione biologica è liquefare il coagulo seminale; la sua produzione, a livello dell’epitelio ghiandolare prostatico, è sotto il controllo degli androgeni.
Un marcatore importante, ma non perfetto
Dopo circa vent’anni di studi e ricerche, il PSA continua a essere il più importante marcatore per il carcinoma della prostata. Non può però essere considerato il marcatore perfetto: il suo limite principale è la mancanza di specificità per il tumore prostatico. I livelli di PSA nel sangue possono infatti aumentare anche per:
- altre affezioni della prostata: ipertrofia prostatica benigna e prostatiti;
- manovre cruente sulla prostata: biopsia prostatica, procedure endoscopiche;
- la semplice esplorazione rettale, l’eiaculazione o l’uso della bicicletta, in questi casi l’alterazione è lieve e di breve durata.
Un PSA superiore alla norma non significa automaticamente tumore: anche ipertrofia e prostatiti possono farlo aumentare. In alcuni casi, inoltre, il PSA presenta oscillazioni spontanee e ritorna entro livelli normali senza alcuna terapia, oppure dopo un trattamento antibiotico. L’interpretazione corretta dei valori spetta sempre allo specialista.
I parametri derivati dal PSA
Per incrementare la capacità diagnostica del PSA nei confronti del tumore prostatico sono stati studiati diversi parametri:
- Densità di PSA, il rapporto tra valore di PSA e volume prostatico, normalmente correlati tra loro.
- PSA velocity, la variazione dei valori di PSA nel tempo: un accrescimento rapido è più sospetto.
- PSA correlato all’età, con l’avanzare dell’età la prostata aumenta di volume ed è relativamente normale aspettarsi valori più elevati.
- Rapporto PSA totale / PSA libero, rispetto al carcinoma prostatico, l’ipertrofia benigna si assocerebbe a percentuali più elevate di PSA circolante in forma libera.
Quando rivolgersi allo specialista
Di fronte a un valore di PSA aumentato, l’urologo valuta il quadro complessivo, storia clinica, visita, esami strumentali, per stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti, come la biopsia prostatica, o un semplice controllo nel tempo.
