Iscrizione Ordine Medici e Chirurghi di Venezia · N. 6313
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Patologie e cure

I tumori del rene

Forme benigne e maligne, segni da non trascurare e percorso diagnostico: oggi più della metà dei tumori renali viene scoperta incidentalmente, durante esami eseguiti per altri motivi.

I reni, destro e sinistro, sono due ghiandole situate nella parte superiore della cavità addominale. Producono l’urina e svolgono importanti attività endocrine: conoscere quest’organo aiuta a capire che cosa sono i tumori renali e come si arriva alla diagnosi.

Il rene: che organo è e a cosa serve

Oltre a produrre l’urina filtrando il sangue, i reni secernono la renina (regolazione della pressione arteriosa), l’eritropoietina (regolazione della concentrazione dei globuli rossi) e la vitamina D (assorbimento del calcio dall’intestino).

Ogni rene ha la forma di un fagiolo appiattito, con superficie liscia e regolare: misura in media 12 cm di lunghezza, 6,5 cm di larghezza e 3 cm di spessore, per un peso medio di 150-160 grammi. È sostenuto dal grasso perirenale, dal peduncolo vascolare (arteria e vena renale), dai muscoli addominali e dall’intestino.

La struttura comprende una zona corticale (periferica) e una midollare (centrale). L’unità funzionale è il nefrone, composto da un tubulo con funzione secretoria ed escretoria: la componente secretoria, nella corticale, produce l’urina filtrando il sangue; la componente escretoria, nella midollare, la convoglia verso le vie urinarie, calici renali, pelvi (bacinetto), uretere e infine vescica.

Tumori renali: cosa sono

Si definiscono tumori renali le neoformazioni solide che originano propriamente dal rene. Si distinguono in:

  • benigni, adenoma, oncocitoma, angiomiolipoma, fibroma, lipoma;
  • maligni, carcinoma renale, sarcoma renale, linfoblastoma, nefroblastoma (tumore di Wilms).

I tumori benigni possono insorgere da qualsiasi cellula renale e raggiungere grandi dimensioni; sono però difficilmente distinguibili dalle forme maligne, anche con le moderne tecniche radiologiche. Il ruolo della biopsia transcutanea nella diagnosi differenziale è ancora controverso: nella maggior parte dei casi la diagnosi di benignità si ottiene solo con l’esame istologico del pezzo operatorio, dopo l’intervento.

Fa eccezione l’angiomiolipoma, l’unico tumore benigno con diagnosi pre-operatoria pressoché sicura grazie alle immagini caratteristiche di ecografia e TC. Se ne riconoscono due varianti cliniche: isolato e generalmente unico (circa l’80% dei casi) oppure associato alla sclerosi tuberosa, una malattia genetica in cui gli angiomiolipomi sono di solito multipli e bilaterali. Quando le dimensioni superano i 4 cm è indicata l’asportazione o l’embolizzazione, per il rischio di rottura ed emorragia.

Il carcinoma renale: che cos’è

L’adenocarcinoma è il tumore renale maligno più frequente: rappresenta circa il 97% dei tumori renali e il 3% delle neoplasie dell’adulto. È più frequente tra la quinta e la settima decade di vita, con prevalenza maschile (rapporto M:F di 2:1).

Tra i fattori di rischio, il fumo è quello meglio definito; obesità e farmaci antipertensivi hanno un ruolo ancora da chiarire. L’1-4% dei carcinomi renali è ereditario, legato ad anomalie congenite del patrimonio genetico: sono noti cinque geni coinvolti e la prima sindrome riconosciuta è stata la von Hippel-Lindau. Una forma ereditaria va sospettata in caso di familiarità positiva, tumori multipli o bilaterali e/o insorgenza in giovane età.

Come si scopre: segni e sintomi

Il segno principale è la macroematuria, cioè la presenza di sangue visibile nelle urine. Gli altri elementi della triade classica, dolore al fianco e massa addominale palpabile, sono oggi abbastanza rari.

> 50% dei tumori renali viene scoperto incidentalmente, con ecografia o TC eseguite per sintomi non specifici o per lo studio di altre condizioni

Nel 10-40% dei casi sono presenti sindromi paraneoplastiche, tra cui: eritrocitosi nel 3-10% (aumento dei globuli rossi per maggiore secrezione di eritropoietina), ipercalcemia nel 20% (per secrezione tumorale di un ormone simile al paratormone, che induce riassorbimento di calcio dalle ossa), ipertensione nel 40% (per maggiore secrezione di renina).

Da non trascurare

Il sangue visibile nelle urine (macroematuria) è il segno principale del tumore renale: non va mai sottovalutato. Una valutazione urologica tempestiva consente di avviare subito gli accertamenti necessari.

La diagnostica per immagini

L’ecografia e, nei casi dubbi, la TC dell’addome permettono di distinguere le cisti renali benigne, presenti in più del 15% della popolazione: formazioni liquide spesso innocue che non richiedono trattamento, dalle neoformazioni solide. Alcune cisti possono comunque risultare sospette in senso neoplastico.

La TC dell’addome e la radiografia o TC del torace servono a definire l’estensione della malattia e a impostare la terapia. Nel 4-10% dei casi l’imaging rileva un’estensione del tumore nella vena renale, che può arrivare fino alla vena cava.

Per conoscere le opzioni terapeutiche, chirurgia conservativa, nefrectomia radicale, laparoscopia, consulta la pagina dedicata alla chirurgia del tumore renale.

Nota

Le informazioni contenute in questo sito hanno esclusivamente funzione divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita dello specialista urologo.