Iscrizione Ordine Medici e Chirurghi di Venezia · N. 6313
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Patologie e cure

Ipertrofia prostatica benigna

Una patologia molto comune dopo i 40-50 anni: l’adenoma prostatico restringe l’uretra e ostacola la minzione. Sintomi, esami diagnostici, terapia medica e chirurgica.

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una patologia piuttosto comune che colpisce gli uomini di età superiore ai 40-50 anni: un ingrossamento, detto adenoma, della parte centrale della prostata, che modifica il calibro dell’uretra prostatica e ostacola il deflusso dell’urina durante la minzione.

La prostata: una piccola ghiandola essenziale

La prostata è una ghiandola presente solo nel maschio, situata nella pelvi al di sotto della vescica; al centro è attraversata dalla prima porzione dell’uretra. La sua funzione è produrre gran parte del liquido seminale, riversato nell’uretra prostatica durante l’eiaculazione: è quindi un organo essenziale per la funzione riproduttiva maschile. La prostata non partecipa invece all’erezione e all’orgasmo.

≈ 20 g il peso di una prostata normale: una ghiandola piccola, ma essenziale per la fertilità maschile

Le patologie più frequenti della ghiandola sono le prostatiti, l’ipertrofia prostatica benigna e il tumore della prostata.

I sintomi

  • difficoltà a urinare;
  • getto urinario debole (ipovalido);
  • urgenza minzionale;
  • bisogno di urinare frequente, anche di notte.

L’IPB è una malattia progressiva: all’ingrossamento della ghiandola corrisponde un aggravarsi dei sintomi. Tuttavia non esiste sempre una correlazione stretta tra dimensioni della prostata e disturbi: ci sono persone asintomatiche con prostata molto grossa, e viceversa.

Nella fase iniziale la vescica, che è un muscolo, compensa l’ostruzione contraendosi con maggior forza. Col tempo però si sfianca: urinare diventa difficile e l’urina può ristagnare in vescica, favorendo infezioni delle vie urinarie molto frequenti. Se l’ostruzione non viene risolta, il danno funzionale della vescica può arrivare, nei casi estremi, alla necessità di un cateterismo vescicale definitivo.

Le indagini diagnostiche

  • Esplorazione rettale, la palpazione della prostata permette di valutarne dimensioni e consistenza: una prostata dura o disomogenea fa sospettare un tumore.
  • Dosaggio del PSA, si misura nel sangue con un normale prelievo. Non è molto specifico per l’IPB, ma nei pazienti con ipertrofia risulta di solito lievemente aumentato. Se il PSA è alto è indispensabile escludere un tumore prostatico; un tumore può però essere presente anche con valori normali.
  • Ecografia trans-rettale, una sonda introdotta nel retto visualizza direttamente prostata e adenoma, ne definisce con precisione le dimensioni e individua eventuali aree sospette o patologiche.
  • Uroflussimetria ed esame urodinamico, valutano il comportamento dell’apparato urinario durante la minzione: entità e velocità del flusso, funzione vescicale e altri parametri. Al termine si misura il residuo post-minzionale, cioè l’urina che resta in vescica dopo la minzione: nullo nel soggetto sano, anche molto elevato nel paziente con IPB.
  • Esame delle urine, evidenzia infezioni urinarie in corso e la presenza di sangue, possibile indicatore di altre patologie.

La terapia

Gli obiettivi della cura sono la risoluzione dei sintomi urinari, la prevenzione del danno vescicale e renale e il miglioramento complessivo della qualità di vita.

Nella fase iniziale, quando prevalgono i sintomi irritativi senza una chiara ostruzione, è indicata la terapia medica con:

  • farmaci alfa-litici, che migliorano il flusso urinario: Doxazosina, Alfuzosina, Tamsulosina, Terazosina;
  • inibitori della 5-alfa-reduttasi, che interferiscono con l’ingrossamento della ghiandola: Finasteride, Dutasteride, oppure alcuni derivati vegetali.
Il messaggio chiave

In presenza di una chiara ostruzione urinaria l’intervento chirurgico non serve solo a risolvere i disturbi: protegge soprattutto la funzionalità della vescica e dei reni dal danno progressivo.

L’intervento

L’intervento consiste nell’asportazione dell’adenoma, cioè della parte della prostata responsabile dell’ostruzione. Le tecniche possibili sono diverse:

  • Per via endoscopica, TURP (resezione trans-uretrale di prostata): uno strumento inserito nell’uretra raggiunge la prostata e ne reseca la parte centrale mediante un’ansa diatermica.
  • Per via tradizionale a cielo aperto, adenomectomia trans-vescicale: attraverso un taglio sotto l’ombelico si raggiunge la prostata passando dalla vescica, si scolla l’adenoma dalla capsula prostatica e lo si asporta. Questo approccio è oggi riservato esclusivamente alle prostate di dimensioni molto grandi, generalmente oltre i 70 grammi.

Esiste inoltre un’alternativa endoscopica mini-invasiva con laser a olmio: scopri come funziona nella pagina dedicata alla HoLEP.

Nota

Le informazioni contenute in questo sito hanno esclusivamente funzione divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita dello specialista urologo.